La farina è il 70% della tua pizza. Eppure spesso la si sceglie guardando solo il prezzo al sacco. Il fornitore giusto, invece, si valuta su tre cose che contano molto di più: continuità, assortimento e affidabilità delle consegne.
1. Continuità di lotto prima del prezzo
Una farina che cambia caratteristiche da un lotto all’altro ti costa più di qualche centesimo di sconto: ti costa prove d’impasto rifatte, sfridi e una pizza diversa ogni sera. Chiedi sempre al fornitore se garantisce continuità di lotto e in che tempi ti avvisa in caso di variazioni.
Un buon distributore lavora con mulini selezionati e mantiene le stesse referenze nel tempo, così la tua ricetta resta stabile per tutta la stagione.
2. Assortimento completo, non solo la 00
La pizzeria moderna usa più farine: tipo 00 per gli impasti classici, tipo 1 e integrali per le lievitazioni lunghe, semole per la contro-teglia. A questo si aggiungono lieviti freschi e secchi, miglioratori e semilavorati. Un fornitore che copre tutto ti evita di aprire un secondo conto altrove.
- Farine 00, 0, 1 e integrali per ogni tipo di impasto
- Semole rimacinate per pizza in teglia e alla pala
- Lieviti freschi, secchi e madre essiccata
- Miglioratori e semilavorati per lievitazioni lunghe
Il prezzo si valuta a fine mese sul food cost, non sul singolo sacco: continuità e servizio pesano molto di più.
3. Consegne affidabili nei giorni di punta
La farina finita di venerdì sera è il problema numero uno di ogni pizzeria. Verifica che il fornitore riassortisca in 24/48 ore e che abbia mezzi propri e magazzino in zona: è la differenza tra un imprevisto risolto e un servizio saltato.
Con un unico referente che conosce i tuoi ritmi puoi programmare gli ordini e ridurre le scorte immobilizzate, senza mai restare senza.
In sintesi: scegli il fornitore di farine come sceglieresti un socio. Il sacco più economico non serve a niente se arriva in ritardo o cambia ogni mese. Scopri come Talia rifornisce le pizzerie →